Io ricordo Enrico Berlinguer

•Giugno 8, 2009 • Lascia un Commento

Enrico Berlinguer

Io ricordo Enrico Berlinguer, ed in parte lo rimpiango, anche se anche a lui rimproveravano di non essere abbastanza duro con il governo.

Partito_Democratico_Simbolo

Anche se credo nel Partito Democratico. Anche se, anche lui, non è abbastanza duro con il governo.

Perché credo nella Democrazia e non nella dittatura.

Perché credo nel dialogo fra le parti (anche della stessa coalizione) e non nel monologo (anche nella stessa coalizione).

Perché credo nella forza dell’ascolto più che nella prepotenza del parlare.

Perché spero nell’alternanza e nell’onestà sempre e comunque.

Perché mi fa paura il bipolarismo ma ancor di più il bipartitismo (ma solo nel nostro paese). Perché il bipolarismo è anche (ahimè soprattutto a sinistra) sinonimo d’ingovernabilità … (e questo bisognerà capirlo prima o poi).

Perché credo in una politica … “a favore” e non …”contro“.

Ma soprattutto perché Berlinguer era una brava persona, proprio come tutti voi.

Rob.

—-

Se vi va …

… aggiungete altri perché nello spazio commenti.

A cura di cinemavistodame.com

Roberto Saviano da Fabio Fazio ancora contro la camorra

•Marzo 25, 2009 • 1 Commento

Niente. Solo per dire che alle volte esistono momenti così intensi che descriverli con le parole diventa insopportabilmente superfluo.

Lo studio di "Che tempo che fa" di Fabio Fazio

Persino demagogico arrivo a dire.

Eppure, mentre scrivo, Roberto Saviano è ancora ospite di Fabio Fazio.

roberto-saviano-intervistato-da-fabio-fazio

E dopo una sorta di spettacolo basato solo sui titoli dei giornali locali, che, volutamente fuorviano l’informazione, dando enfasi ai camorristi, e mettendo in secondo piano i tantissimi eroi che, in quelle terre, si battono e s’impegnano per contrastare eticamente e civilmente le logiche terroristiche di quel modo tutto, ahimè, campano e meridionale, di gestire il potere, si è lasciato intervistare da Fabio Fazio.

fabio-fazio-intervista-roberto-saviano

Il succo è il solito.

Don Peppino Diana vergognosamente calunniato

Don Peppino Diana vergognosamente calunniato

L’arma della camorra, e quindi della stampa locale, è quella di delegittimare con la calunnia, personaggi del calibro morale di Don Peppino Diana, di cui, proprio l’altra sera, parlavo con una mia amica, campana anche lei.

Integro il post con le parole che mi ha scritto Lidia questa mattina:

Si, Peppino Diana era un grande!

Sai come?

Era un sacerdote che con la famosa “Chiesa” non centrava davvero nulla … era un amico, un uomo a cui potevi fare riferimento sempre! Sorridente, gentile, forte, divertente anche :)

Una persona davvero speciale … sai di quelle che hanno un fuoco, un’energia diversa dentro, di cui non puoi fare a meno di accorgerti e di apprezzarla.

E quando, appena morto, dissero quelle schifezze su di lui, per me che lo conoscevo bene, fu come se lo ammazzassero una seconda volta!

(Lidia: sono più o meno le stesse parole che ha detto Roberto Saviano, grazie per avermele scritte anche tu.)

lo-sguardo-di-roberto-saviano

Un avviso dunque.

Se vi dovesse capitare di ascoltare, o assistere a trasmissioni radiofoniche, o televisive, o di leggere un titolo di un giornale, o semplicemente di sentir da qualcuno dire che Roberto Saviano è un buffone, che infondo se l’è cercata, che poteva restarsene zitto, che è solo in cerca di un successo personale, … beh diffidate di quelle trasmissioni, di quei giornali, e prendete seriamente le distanze da quelle persone.

Sono parte di un disegno, o peggio di un sordido ingranaggio (di cui sono le prime vittime) che intende zittire, per sempre, come è già accaduto troppe, troppe, troppe volte, una voce che si limita solo a denunciare una verità.

Un disegno tanto crudele e spietato, quanto inutile.

Inutile.

Inutile.

Inutile.

Giancarlo Siani

libero-de-rienzo-è-il-giornalista-Giancarlo-Siani-nel-film-fortapasc-di Marco Risi

Come spero non sia stata, invece, la morte di Giancarlo Siani, il giornalista ventiseienne de “Il Mattino” di Napoli che fu ucciso, barbaramente, dalla camorra di Torre Annunziata nel 1985, sulla quale indagava come inviato, sulla cui vicenda uscirà venerdì il film di Marco RisiFortapasc.

Andatelo a vedere.

Scusatemi ma sono fortemente scosso, questo post finisce qui.

Qui il mio impegno per Roberto quando nessuno ancora s’interessava per fargli avere una scorta.

P.S. Le foto sono fatte con il mio iPhone scuserete la bassa qualità, le ho scattate mentre andava in onda la trasmissione.

Guarda il video su You Tubequi.

A cura di cinemavistodame.com

Circa l’avvisatore acustico dell’email – alias message in the bottle.

•Marzo 23, 2009 • Lascia un Commento

suoni-mac

Quando vivi da solo entri in relazione con cose assai diverse dall’umano.

Per me vale il computer … ops che ho detto … il Mac.

Sono suoni evocati da già da Ivano Fossati (… e le voci di una casa non s’imparano mai. Lunaspina.)

Sono luci che entrano dalle finestre.

Strilla da casamenti contigui.

Urla di venditori ambulanti.

Il bollire di un the in un pentolino.

Lo sbuffare di una caffettiera.

Campanelli, e citofoni, e clakson e litigi dei vicini, ed altri mllle suoni che non finiscono mai sempre ri-citando Fossati.

Ultimamente rifletto sugli avvisi acustici delle email del mio I-Mac.

Sembrano, effettivamente, suoni esclusivamente elettronici. Qualcosa di meccanico.

Ma a rifletterci non è così.

Persino le mail inviate dagli strumenti automatici dei social network hanno dentro di loro un’azione umana, magari svoltasi a migliaia di chilometri di distanza, o, solo, a pochi isolati da casa tua.

Quello che mi affascina è che esiste sempre un’umanità prossemica, un cuore pulsante che intende, a volte quasi inconsciamente, comunicare con noi.

message in the bottle

Come nei messaggi messi in una bottiglia.

C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole

•Marzo 21, 2009 • Lascia un Commento

primavera1

anzi d’antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.

Pensieri inarrestabili

•Marzo 21, 2009 • Lascia un Commento

Internet

•Marzo 18, 2009 • Lascia un Commento

Internet

Internet è contaminazione.

“Sono belle le cose” e “Gli amanti di Roma” – di Gianmaria Testa

•Marzo 8, 2009 • Lascia un Commento

Sono belle le cose – di Gianmaria Testa

sono belle le cose, belli i contorni
degli occhi
e i contorni del rosso
gli accenti sulle a, lacrime di pagliacci
le ciglia delle dive
le bolle di sapone,
il cerchio del mondo è bello
l’ossigeno delle stelle
e la poesia dei ritorni,
di emigranti e isole,
cercando l’invisibile: l’appartenenza
è bello il fuoco
e il sonno
e il buio petulante gola dei fantasmi
e il brodo primordiale padre nostro
che cola in questi nomi

Ascolta il brano: “Sono belle le cose” – di Gianmaria Testa

Gli Amanti di Roma – di Gianmaria Testa

Sui ponti di Roma gli amanti son tanti
ma quanti, nessuno lo sa
e parlano e ridono
ridono e toccano
e guardano l’acqua che va
Non fa niente se piove o c’è il sole
non gl’importa del tempo che fa
gli amanti di Roma son tanti
ma quanti, chissà

Sui ponti di Roma gli amanti la notte
si dicono la verità
e parlano e piangono
piangono e toccano
e intanto c’è l’acqua che va
E poi quando li prende il mattino
si perdono per la città
e riempiono tutte le strade
che a Roma gli amanti
son tanti si sa

E poi quando li prende il mattino
si perdono per la città
e riempiono tutte le strade
che a Roma gli amanti
son tanti
ma quanti chissà

Ascolta il brano: “Gli amanti di Roma” – di Gianmaria Testa

A cura di cinemavistodame.com

Lo straniero nemico

•Marzo 6, 2009 • Lascia un Commento

roberto-escobar

Lo straniero-nemico (…) è una minaccia per il nostro mondo ordinato: porta nella domus l’infezione del mondo che sta fuori. (…) Tutto questo significa che l’hostis, lo straniero-nemico, è in primo luogo un colpevole che merita una punizione (…). L’hostis ci odia e trama la nostra morte.

Non noi contro lui, dunque, ma in primo luogo lui contro noi.

E’ per questo che abbiamo il dovere morale (…) di volere la sua propria morte, d’opporre al suo odio colpevole e malvagio il nostro, legittimo e buono. (…)

Se poi tra noi qualcuno esita, non è difficile procurarci un primo morto, di cui solo l’hostis sia responsabile.

In tutto questo, non vale tanto il principio per cui “l’odio contro colui che ci odia è una misura di carattere istintivo”, quanto l’altro – più inquietante, più sotterraneo – per cui “noi odiamo colui al quale abbiamo fatto del male”.

Se non fosse l’hostis, il colpevole, lo dovremmo essere noi.

Roberto Escobar, Metamorfosi della paura

Quando …

•Febbraio 14, 2009 • Lascia un Commento

… si spegne il lume della ragione

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… ci abbaglia, da sempre, il faro dell’autorità.

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A cura di cinemavistodame.com

Rumors dei Fleetwood Mac

•Gennaio 25, 2009 • Lascia un Commento

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Non c’è un cazzo da fare …

Per quanto mi sforzi non lo riesco a trovare un disco che mi piaccia più di questo.

Rumors dei Fleetwood Mac – Edizione 1977

1. Second Hand News (Buckingham) – 2:43
2. Dreams (Nicks) – 4:14
3. Never Going Back Again (Buckingham) – 2:02
4. Don’t Stop (C. McVie) – 3:11
5. Go Your Own Way (Buckingham) – 3:38
6. Songbird (C. McVie) – 3:20
7. The Chain (Buckingham, Fleetwood, J. McVie, C. McVie, Nicks) – 4:28
8. You Make Loving Fun (C. McVie) – 3:31
9. I Don’t Want to Know (Nicks) – 3:11
10. Oh Daddy (C. McVie) – 3:54
11. Gold Dust Woman (Nicks) – 4:51

Per chi volesse approfondire: qui. Ma anche qui.

Ascolta: Second Hands

O anche: Never going back again

A cura di cinemavistodame